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Il reishi o ganoderma lucidum, il fungo dell’immortalità

fungo dell immortalità

Reishi è il nome di origine nipponica col quale è divenuto famoso il ganoderma lucidum, fungo appartenente alla famiglia dei saprofiti, parassita dei fusti arborei di quercia e castagno, originario della Cina e conosciuto per le sue proprietà medicamentose sin dai tempi antichi, per le quali si è guadagnato il suggestivo titolo di fungo dell’immortalità. ma quali sono le sue proprietà? vediamole insieme.

Caratteristiche del fungo reishi

il fungo reishi o ganoderma lucidum, che deve il suo nome scientifico alla lucentezza del cappello è un fungo che può raggiungere dimensioni anche molto grandi, parzialmente edibile. Tende ad assumere una consistenza piuttosto legnosa invecchiando e pertanto generalmente viene consumato in polvere previa essiccazione, non essendo un alimento particolarmente gradevole al palato. A dispetto del gusto però pare non vi sia parte del nostro organismo che possa non trarre vantaggio dalla sua assunzione. contiene infatti, oltre alle sostanze comunemente associate agli altri funghi, come i polisaccaridi ß-glucani, noti per l’azione antitumorale, la cumarina, il mannitolo ecc. i cosiddetti acidi ganodermici o triterpeni, composti affini agli ormoni steroidei. è un naturale antinfiammatorio e ha proprietà antitumorali.

Ma il reishi, sul quale esistono moltissimi studi documentati, ha altre proprietà: agisce positivamente sull’apparato cardiovascolare poiché è cardiotonico, riduce la pressione arteriosa ed è ipocolesterolemizzante; agisce sul sistema nervoso con le sue proprietà antidepressive, è un rinforzante del sistema immunitario, depura l’organismo dalle scorie.

Come si assume

In Oriente tradizionalmente viene fatto essiccare e successivamente polverizzato. Può essere altresì essiccato e successivamente utilizzato per infusi o preparazioni alimentari come minestre e zuppe. è chiaro che nel fungo essiccato è presente una minore quantità di principi attivi rispetto a quella contenuta in un integratore di buona qualità che sia in forma di compresse o in polvere.

Un integratore di buona qualità conterrà indubbiamente una concentrazione di principi attivi maggiore rispetto ad un preparato più economico o di qualità scadente, dunque, specialmente se lo si acquisti on line è sempre bene verificarne l’affidabilità. Può tuttavia essere consumato tal quale, a discapito del palato, o trovarsi in integratori contenenti una dose più o meno elevata di principio attivo. Come coadiuvante in terapie specifiche, va assunto preferibilmente su prescrizione medica. È stato provato attraverso studi sperimentali che il consumo costante di reishi ha effetti straordinariamente positivi sull’organismo e tuttavia è sempre bene assicurarsi di acquistare integratori di provenienza accertata.

Prendersi cura di sé con olio di cocco

prendersi cura con olio di cocco

Come tutti gli oli vegetali l’olio di cocco si ottiene per spremitura. Nel caso di questo olio, che come vedremo ha molte proprietà importanti per la nostra salute, l’estrazione viene effettuaua a partire dallaa polpa essiccata del cocco, uno dei più gustosi e amati frutti esotici tropicali, utilizzato in numerosissime preparazioni e ormai reperibile in ogni parte del mondo. L’olio vegetale estratto dal cocco trova il suo impiego anzitutto in cucina, è infatti edibile e in alcuni paesi viene usato al pari dell’olio d’oliva in italia, cioè quotidianamente. Nonostante il basso punto di fumo, è molto apprezzato per la preparazione di cibi fritti. proviamo capre quali paricolari proprietà salutari gli siano attribuite.

Proprietà dell’olio di cocco

anzitutto va detto che per apprezzare le qualità l’olio di cocco, la cui qualità dipende dalle successive spremiture della polpa essiccata, come per l’olio di oliva, può avere consistenza oleosa o burrosa, dato che la temperatura a cui si solidifica è relativamente alta. è un olio molto ricco di acidi grassi saturi, tra i quali spicca per concentrazione l’acido laurico. Gli acidi grassi sono nutrienti che apportano un notevole quantitativo di energia all’organismo e sono caratterizzati da un più facile assorbimento da parte di quest’ultimo.

Nonostante il quantitativo consistente di grassi saturi a media catena apportati dall’ingerimento di olio di cocco, esso sembra non avere effetti negativi sull’accumulo di colesterolo come invece accade con gli acidi grassi a lunga catena. Gli acidi grassi a media catena vengono resi infatti fonti di energia disponibile dal fegato e non trasformati in grassi di riserva.

Utilizzo dell’olio di cocco nella cosmesi

La sua prima caratteristica dunque, per quanto detto, è quella di apportare energia all’organismo attraverso i suoi nutrienti, rivelandosi un ottimo carburante. Sembra abbia effetti positivi sul sistema immunitario, contribuendo a rinforzarlo, sul cervello e sull’apparato cardiocircolatorio. Altre proprietà che gli vengono attribuite sono quelle di stimolare i processi metabolici, rendendosi utile a chi desidera perdere peso e che contribuisca a dare alla pelle un aspetto giovane e sano. Per il suo alto contenuto di acido laurico olio fatto da cocco è considerato un antibatterico, antimicrobico e antisettico naturale.

L’acido laurico infatti trasformato è trasformato dall’organismo in una molecola capace di neutralizzare l’azione di microbi, virus e batteri. Disponibile sotto forma di integratori alimentari destinati prevalentemente agli sportivi o a soggetti che hanno bisogno di perdere peso, l’olio di cocco trova largo impiego anche nella cosmesi per le sue riconosciute proprietà nutritive. Tradizionalmente l’utilizzo dell’olio di cocco è destinato prevalentemente alla cura dei capelli, soprattutto dei capelli sfibrati e secchi o semplicemente danneggiati dalle condizioni climatiche come l’esposizione al sole. I capelli sottoposti alla cura dell’olio di cocco risultano ristrutturati, nutriti, lisci e decisamente più lucidi e splendenti.

Salvare il pianeta con la svolta verde

salvare il pianeta

Le lampadine a risparmio energetico salveranno il pianeta? Secondo gli esperti, l’idea di salvare il pianeta con un acquisto alla volta è un poi riduttiva. Alcuni guru di ambientalisti puntano su quest’effetto. Pensano che se riescono a convincerci a comprare una lampadina a risparmio energetico oggi, potranno spingerci a essere politicamente impegnati sui terreno energetici domani.

I piccoli gesti sono sufficienti?

Sarebbe bello se fosse vero. Ma la realtà dei fatti suggerisce che piccoli gesti nei consumi non spingono all’impegno politico che vorremmo. E’ comprensibile che si pensi di poter salvare il mondo con un acquisto alla volta, ma sfortunatamente non è una soluzione completa. Sicuramente i piccoli gesti, però, possono contribuire a migliorare lo stato di salute del mondo. Comprare lampadine a basso consumo, fare la spesa con borse riutilizzabili, andare al lavoro in bicicletta è la scelta giusta. Sono cose che tutti dovremmo fare, ma non possiamo pensare che così risolveremo il problema.

E’ importante aiutare le persone anziane ad attraversare la strada. ma non serve a risolverei conflitti globali. L’idea è che se ognuno usa lampadine a basso consumo eliminiamo qualcosa come 16 centrali a carbone, ma l’idea si basa su una teoria di cambiamento sociale che afferma ‘per concludere qualsiasi cosa dal punto di vista sociale o politico tutti devono partecipare’, il che semplicemente non è vero. C’è qualche rischio in questo? Il pericolo è finire invischiati in una politica della colpa. Tu fai il tuo piccolo gesto, ma poi davi convincere tutti gli altri a fare la stessa cosa ovunque. Ecco perché nessuno imita mai gli ambientalisti.

Verso un futuro green

Una delle sfide é capire che forse abbiamo scambiato la teologia per una buona strategia. Tutti vogliamo condurre alla ‘chiesa di Gaia’, ma una buona strategia potrebbe essere metterci insieme in pochi e riorganizzare queste derive dannose. Penso che ci siano possibilità incredibili fuori da qui e mentre ce ne stiamo seduti a discutere se usare carta o plastica, ce le ardiamo. E’ sufficiente che un piccolo numero di persone lavorino insieme per iniziare a muovere le cose. Prendi otto dei tuoi amici e puoi iniziare a influenzare il sistema in modi interessanti. I mercati del contadini negli USA sono un esempio perfetto.

I primi sono nati non per qualche grido di protesta dei consumatori, ma perché alcuni si sono messi insieme e li hanno resi possibili. Poi sono diventati una cosa normale e il sistema si é diffuso negli Stati Uniti. Presto, comprare al mercato anziché nei supermercati é diventato un gesto naturale per molti. C’è speranza, quindi? Negli Stati Uniti, i consumatori ‘verdi’ convinti sono il 20% della popolazione. La maggior porte di loro considerando questa cifra pensa che sia terribile, non ci possono credere.

Ma da un’altra prospettiva, il 20% è fantastico: Gandhi avrebbe ucciso per avere questi numeri. Penso che molto si riduca a questo: il senso del possibile e la fiducia nella natura umana per fare cose sorprendenti. Se il tuo percorso verso un mondo migliore prevede che tu debba convincere l’80% delle persone a comportarsi come te, stai perderlo l’occasione di fare quello che i gruppi più piccoli possono fare. E naturalmente, se spingi oltre quest’idea e osservi i progressi nei mondo della scienza e della tecnologia, vedi come questi dimostrino la possibilità per i piccoli gruppi di realizzare i grandi cambiamenti.