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Come fare la pulizia della pelle acneica

pulire il viso acneico

Moltissimi giovani soffrono di un problema alla pelle dovuto all’acne. L’acne è spesso dovuta ad un’alimentazione scorretta o a un fattore genetico ma, spesso, anche gli sbalzi ormonali ne favoriscono la comparsa sulla pelle. L’acne deve essere correttamente curata per non rischiare di provocare dolore, infiammazioni e cicatrici. Per curare l’acne è fondamentale pulire correttamente la pelle del viso e del corpo, utilizzando degli appositi detergenti e degli strumenti per la pulizia profonda.

La prima cosa che vi consiglio di controllare è il tipo di pelle che avete. La pelle può variare da persona a persone per questo motivo è fondamentale conoscere in modo preciso la propria tipologia di pelle ed acquistare, di conseguenza, il prodotto giusto per la cura del benessere di quest’ultima.

Una volta che avrete scoperto a quale tipologia di pelle appartiene la vostra “sia valutando il fototipo che la tipologia “secca, mista o grassa” potrete acquistare i prodotti e procedere con un trattamento di pulizia quotidiana che potrebbe durare dalle 3 settimane ai sei mesi.

Pulire la pelle passo per passo

Per pulire la pelle dovrete organizzare una routine quotidiana di bellezza e benessere. Iniziate ad effettuare la pulizia inumidendo la pelle con della normalissima acqua. Prendete quindi il sapone per la pulizia della pelle affetta da acne e, strofinandolo tra le mani, create una schiuma.

Applicate la schiuma sul viso e detergete lo stesso con molta attenzione. Evitate di avvicinare la schiuma per la pulizia della pelle al contorno occhi per non rischiare di irritare questi ultimi e pulite tutto il viso eseguendo dei movimenti circolari.

Una volta che avrete pulito il viso potrete sciacquare la pelle e asciugarla per bene. A questo punto potrete eseguire una pulizia ancora più profonda, eliminando così eventuali batteri rimasti sulla pelle, con Face-Up. Face-Up altri non è che una semplice spazzola per la pulizia del viso che tramite una luce ed un movimento circolare favorisce l’eliminazione dei batteri dalla pelle.

A questo punto dovrete applicare la crema sul viso.

Vi consiglio di acquistare una crema per l’acne, facilmente reperibile in qualsiasi farmacia senza bisogno di alcuna ricetta medica. Il trattamento acne per la pulizia del viso è fondamentale per mantenere la pelle giovane e pulita ed eliminare definitivamente tutti i segni dell’acne. Solo eseguendo un trattamento di igiene profonda in modo costante è possibile eliminare l’acne dal viso e prevenirne la ricomparsa con il passare del tempo.

Ricordate inoltre che è fondamentale evitare di sollecitare eccessivamente l’acne con le dita o con strumenti appositi. Infatti l’acne potrebbe infettarsi. A causa di un’infezione profonda il problema potrebbe diventare davvero molto grave e, in tal caso, dovreste ricorrere all’aiuto di un dermatologo per guarire completamente.

Vi consiglio inoltre di lavare spesso le mani perché a volte esse sono ricche di germi che vengono direttamente trasmessi alla pelle del viso. E’ altrettanto importante ed opportuno ricordare che anche strumenti come smartphone possono essere sporchi e devono essere puliti spesso in modo adeguato. Appoggiando questi ultimi sul rischio, in caso contrario, si rischierebbe di trasmettere i batteri sulla pelle del viso e favorire la crescita dell’acne.

La glucosamina: un prezioso alleato nella lotta alle artropatie

glucosamina è un forte alleato

La glucosamina è uno zucchero o più propriamente un amminopolisaccaride, naturalmente presente nei tessuti connettivi cartilaginei umani, che tende ad estinguersi con l’avanzare dell’età o nei casi, sempre connessi all’invecchiamento corporeo, di malattie degenerative dell’apparato osteoarticolare, come l’artrosi.

La glocosammina per la cura dell’artrosi

La glucosamina viene confezionata sotto forma di integratori alimentari e può essere ottenuta in laboratorio come prodotto di sintesi oppure essere di origine animale, estratta per lo più dai gusci di crostacei e artropodi. Si può spesso trovare in associazione alla condroitina. ma andiamo per gradi. Perchè la si usa? la glucosamina viene prescritta generalmente a pazienti affetti da artrosi, una malattia degenerativa delle articolazioni, prevalentemente connessa all’invecchiamento, ma in rari casi può riscontrarsi anche in individui più giovani.

In quanto malattia degenerativa l’artrosi non è curabile, nel senso che non si può guarire dall’artrosi, ma si può certamente tenerla sotto controllo, migliorando la qualità di vita di chi ne è affetto. Questa malattia come si accennava colpisce il tessuto articolare di arti e vertebre e fa sì che assottigliandosi, le cartilagini lentamente spariscano. Il tessuto cartilagineo viene rimpiazzato dalla formazione di nuovo tessuto osseo, questo determina l’insorgenza di sintomatologia piuttosto dolorosa.

Rinforza le articolazioni e ne contrasta la degenerazione

Studi clinici e testimonianze di pazienti in cura con glucosamina, testimoniano gli effetti positivi che essa ha nella riduzione dei sintomi dell’artrosi, in particolare i pazienti riferiscono di trarre vantaggi a livello delle manifestazioni dolorose, Pare in altre parole che la glucosamina sia in grado di ridurre il dolore tipico della malattia, spesso invalidante. Vi sono anche studi in contrasto con i primi, in base ai quali non vi sono evidenze significative di effetti positivi derivanti dalla somministrazione di integratori alimentari a base di glucosamina in pazienti affetti da artropatie.

Tuttavia la glucosamina, in quanto annoverabile tra i principali costituenti del tessuto cartilagineo, sembrerebbe rallentare il processo di assottigliamento e degradazione del tessuto articolare e favorirne parzialmente il riformarsi. Per questa ragione è molto nota agli sportivi che la utilizzano, principalmente in associazione alla condroitina, per favorire la completa guarigione a seguito di traumi articolari che richiedono particolari cure e processi riabilitativi. La forma più comune in cui si può reperire la glucosamina in integratori alimentari è quella di glucosamina solfato, considerata anche la più efficace nei trattamenti cui viene applicata.

La magia del museo di Balì

museodi bali

Nelle Marche, a 15 chilometri da Fano, sulla strada che porta a Urbino, c’è un posto dove gli oggetti rotolano in salita, i disegni si muovono senza essere cartoni animati e le stelle si vedono anche di giorno. Si può sussurrare nell’orecchio di qualcuno a diversi metri di distanza e si diventa più alti o più bassi semplicemente passeggiando avanti e indietro in una stanza.

La modernità del museo di Balì

Non c’è niente di magico, se non il passaggio della valle del Metauro e delle colline in cui è immersa la struttura dove si possono sperimentare questi fenomeni all’apparenza bizzarri. Siamo al Museo del Balì, piccolo ma vivace science center che ha festeggiato da poco i suoi primi dieci anni di attività. Balì e l’alto grado dell’ordine cavalleresco di Santo Stefano assegnato al conte Gian Gettone Marcolini, a lungo vissuto nella sontuosa villa che la sua famiglia realizzò nel Settecento e che ospita il museo.

E’ un museo dove à vietato non toccare, ci avvertono all’ingnesso. Si comincia regolando l’altezza di una grande lente, attraverso la quale possiamo vedere l’immagine inconsueta del volto ingrandito di un compagno di visita, per poi stupirsi di fronte a un modello tridimensionale di triangolo di Penrose, oggetto impossibile formato da tre linee perpendicolari che si inseguono come nei disegni di Escher. Naturalmente si tratta e di un’illusione: il modello è assolutamente reale ed è un triangolo solo se visto nella gusta prospettiva.

Tra illusioni e percezioni distorte: il museo del gioco

Siamo nella sezione delle percezioni, dove troviamo una camera distorta, o stanza di Ames, una camera a forma di trapezio in cui proporzioni e inclinazioni degli oggetti sono studiate secondo la prospettiva per ingannare chi guarda da fuori. Dall’esterno la stanza sembra un parallelepipedo e si ha l’illusione di vedere la stessa persona minuscola o gigantesca a seconda di dove si trova. Proseguendo, si sperimentano altri inganni visivi e uditivi, per poi misurarsi con onde, luci e ombre, meccanica e forze. Sono quaranta le postazioni interattive, alcune quasi consumate dall’uso ripetuto.

E’ comprensibile, visto che il museo riceve circa 40 000 visitatori ogni anno, il 75% del quali bambini delle scuole. Anche volendo è difficile resistere alla tentazione di giocare con le installazioni e usare, mani, piedi, occhi e orecchie per esplorare i fenomeni in mostra. E’ collaudata la filosofia hands-on dei moderni musei scientifici, inaugurata dall’Exploratorium di San Francisco: si fa un’esperienza in prima persona e poi si cerca la spiegazione.

I dittatori sono pazzi o lo diventano?

dittatori pazzi

Nel terzo anniversario da dittatore più giovane al mondo, il corpo del leader supremo nord coreano Kim Jong-un mostra i segni della fatica. Jong-un a dicembre è riapparso zoppicante, obeso e diabetico, dopo una misteriosa assenza durata un mese, esibendo il prezzo che la dittatura ha richiesto al suo fisico. Ma in che stato è la sua mente?

Il dittatore Kim Jong-un

E’ il despota con gli occhi da pazzo descritto dal Washington Post? E’ pericoloso, imprevedibile, incline a violenza e manie di grandezza, secondo le parole di Kurt Campbell, ex segretario di stato per l’Asia orientale e il Pacifico? Ed è sempre stato così, o l’esperienza della dittatura ha forgiato un Frankenstein? Il bizzarro comportamento dei dittatori ci porta a vederli come individui psicologicamente instabili, il cui precario equilibrio mentale contribuisce al loro atteggiamento di dominio e oppressione verso milioni di persone.

Un’analisi psicologica top secret di Adolf Hitler, commissionata dall’Ufficio per i servizi strategici degli Stati Uniti nel 1943, mostrò ad esempio che Histel esercitava pratiche sessuali altamente devianti. Forse per questo tre delle otto donne con le quali ha avuto una relazione si sono poi suicidate, e altre due hanno tentato di farlo. I discorsi schiumanti, quasi isterici di Hitler, forse rivelano una certa dose di profondo scompiglio interiore, ma hanno che contribuito al suo carisma, che ha incantato milioni di tedeschi. Un incantesimo che in parte sopravvisse anche al suo suicidio del 1945.

Brutali fino al midollo?

I dittatori hanno spesso comportamenti bizzarri – pensiamo agli abiti sgargianti di Mu’ammar Gheddafi o alla pettinatura di Kim Jong-un, ma sono davvero i mostri psicologici che i media amano dipingere? Ci sono brutali dittatori che non mostrano alcun segno evidente di disturbi mentali. Il siriano Bashar al Assad, per esempio, in apparenza è un padre di famiglia felice. Assad ha un contegno tranquillo, in linea con i suoi studi da medico formato a Londra. Rober Mugabe dello Zimbabwe è un uomo molto intelligente, profondamente religioso, senza segni evidenti di traumi interiori.

Entrambi però guidano regimi brutali, traboccanti atrocità. Lo stesso vale per Kim Joung-un, nonostante ciò che dicono su di lui il Washington Post e Kust Campbell. Lo sappiamo da Kenij Fujimoto, confidente di famiglia e maestro cuoco di sushi che fa parte della cerchia più stretta di Kim Joung-un e che ha passato molto tempo con l’erede nord coreano durante la sua formazione. Secondo la testimonianza, Kim Joung-un avrebbe una stretta relazione con il padre. Nonostante sia stato spesso dipinto come uno psicopatico narcisista, è anche in grado di stabilire amicizie durature. Insomma, come spesso accade, la verità è sempre a metà strada.