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Exodus: il miracolo del vento?

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I miracoli biblici sono strenui difensori di Hollywood. Come dimenticare la risurrezione in La passione di Cristo, il cespuglio che arde ne i dieci comandamenti o la barba di Russell Crowe In Noah?

Un film che mette in crisi un dogma

Stavolta, prendete il salvagente: parliamo della separazione del Mar Rosso nel film epico di Ridley Scott Exdus: dei e re. Secondo la Bibbia, le acque del Mar Rosso furono divise da un forte vento orientale che soffiò tutta la notte, aprendo un passaggio sicuro per gli Ebrei che scappavano dagli Egizi. Ma potrebbe davvero essere accaduto? Nel posto giusto, con le condizioni giuste, penso sia possibile. Un ricercatore dell’Università del Colorado ha creato un modello al computer dello scenario. E’ tutta questione di location. Alcuni pensano che la traversata sia avvenuta nel Golfo di Suez, ma l’acqua là è troppo profonda, e il vento avrebbe soffiato da nord.

Drews, un fisico dell’atmosfera, predilige quindi un punto nel delta del Nilo orientale, dove un antico ramo del fiume scorreva in una laguna costiera coperta di canneti, noto oggi come lago Manzala. ‘Mar Rosso’ in inglese si dice Reed sea, e Drews pensa che possa essere una traduzione errata di ‘mare di canna’. Tremila anni fa, una penisola sotterranea avrebbe creato un’area di acqua bassa, circondata da acque più profonde. Secondo il modello di Drews, se un vento orientale avesse soffiato per 12 ore alla velocità di 100 km/h avrebbe letteralmente spazzato via l’acqua, lasciando scoperta la piana paludosa al di sotto. Il ponte terrestre, che sarebbe stato lungo circa 4 km e largo 5, avrebbe resistito per circa 4 ore.

La divisione delle acque in 3D

Decine di migliaia di persone potrebbero averlo attraversato. Drews, che a Boulder ha provato a camminare controvento con raffiche della stessa intensità, pensa che li viaggio sarebbe stato da duro. Ma con gli Egizi alle calcagna, di certo gli Ebrei erano molto motivati. Poi, cessato il vento, l’acqua sarebbe tornata quasi istantaneamente. Ci sarebbe stato un muro d’acqua vorticosa e e spumeggiante da entrambi i lati, spiega Drews. Gli sfortunati Egizi non avrebbero avuto speranze.

Incredibile, ma il mare di canna potrebbe essersi diviso più volte. Il generale maggiore Alexander B Tulloc dell’esercito britannico documentò un evento simile accaduto nel 1882. Si trovava al lago Manzala quando si levo un forte vento da est, che soffiò tutta la notte. Quando l’ufficiale si svegliò, il lago era scomparso del tutto. Il fenomeno è stato descritto anche altrove.