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I dittatori sono pazzi o lo diventano?

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Nel terzo anniversario da dittatore più giovane al mondo, il corpo del leader supremo nord coreano Kim Jong-un mostra i segni della fatica. Jong-un a dicembre è riapparso zoppicante, obeso e diabetico, dopo una misteriosa assenza durata un mese, esibendo il prezzo che la dittatura ha richiesto al suo fisico. Ma in che stato è la sua mente?

Il dittatore Kim Jong-un

E’ il despota con gli occhi da pazzo descritto dal Washington Post? E’ pericoloso, imprevedibile, incline a violenza e manie di grandezza, secondo le parole di Kurt Campbell, ex segretario di stato per l’Asia orientale e il Pacifico? Ed è sempre stato così, o l’esperienza della dittatura ha forgiato un Frankenstein? Il bizzarro comportamento dei dittatori ci porta a vederli come individui psicologicamente instabili, il cui precario equilibrio mentale contribuisce al loro atteggiamento di dominio e oppressione verso milioni di persone.

Un’analisi psicologica top secret di Adolf Hitler, commissionata dall’Ufficio per i servizi strategici degli Stati Uniti nel 1943, mostrò ad esempio che Histel esercitava pratiche sessuali altamente devianti. Forse per questo tre delle otto donne con le quali ha avuto una relazione si sono poi suicidate, e altre due hanno tentato di farlo. I discorsi schiumanti, quasi isterici di Hitler, forse rivelano una certa dose di profondo scompiglio interiore, ma hanno che contribuito al suo carisma, che ha incantato milioni di tedeschi. Un incantesimo che in parte sopravvisse anche al suo suicidio del 1945.

Brutali fino al midollo?

I dittatori hanno spesso comportamenti bizzarri – pensiamo agli abiti sgargianti di Mu’ammar Gheddafi o alla pettinatura di Kim Jong-un, ma sono davvero i mostri psicologici che i media amano dipingere? Ci sono brutali dittatori che non mostrano alcun segno evidente di disturbi mentali. Il siriano Bashar al Assad, per esempio, in apparenza è un padre di famiglia felice. Assad ha un contegno tranquillo, in linea con i suoi studi da medico formato a Londra. Rober Mugabe dello Zimbabwe è un uomo molto intelligente, profondamente religioso, senza segni evidenti di traumi interiori.

Entrambi però guidano regimi brutali, traboccanti atrocità. Lo stesso vale per Kim Joung-un, nonostante ciò che dicono su di lui il Washington Post e Kust Campbell. Lo sappiamo da Kenij Fujimoto, confidente di famiglia e maestro cuoco di sushi che fa parte della cerchia più stretta di Kim Joung-un e che ha passato molto tempo con l’erede nord coreano durante la sua formazione. Secondo la testimonianza, Kim Joung-un avrebbe una stretta relazione con il padre. Nonostante sia stato spesso dipinto come uno psicopatico narcisista, è anche in grado di stabilire amicizie durature. Insomma, come spesso accade, la verità è sempre a metà strada.