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Il ritorno della sindone

ritorno della sindone

Sarà di nuovo in ostensione al pubblico dal 19 aprile al 24 giugno, e il 21 giugno andrà a venerarla papa Francesco. E senza dubbio si riproporrà il dibattito: la Sindone di Torino è solo una raffigurazione artistica o è il lenzuolo originale che avvolse il corpo crocefisso di Gesù?

Il dibattito tra fede e scienza

È un dibattito su cui si sono cimentate la storia e la scienza, dando risposte che, come sempre per i temi caldi, sono tuttora messe in discussione con polemiche da entrambe le parti. Ci sono le classiche due campane, spinte da stimoli non solo scientifici ma anche religiosi e culturali. Storicamente le prime notizie sulla Sindone risalgono a poco dopo il 1350, quando compare a Lirey in Francia, esposta dal cavaliere Goffredo di Charny e dai suoi discendenti come reliquia. Già allora i vescovi locali non ne ritenevano plausibile l’autenticità e si opponevano alle ostensioni, e uno di loro giunse ad appellarsi al papa Clemente VII, il quale stabilì che il celo poteva essere esposto solo dichiarandolo come un dipinto, semplice icona della passione, ma non il sudario originale di Cristo.

In seguito le posizioni delle autorità religiose sono state oscillanti. Dopo una serie di esami condotti già nel 1978 da un vasto team di scienziati statunitensi volti soprattutto a chiarire molti aspetti dell’immagine come la presenza di pigmenti e di sangue, e che ha concluso che il modo in cui poteva essersi formata l’immagine restava un mistero -nel 1988 il cardinale di Torino, Anastasio Ballestrero, decise di chiamare in campo la scienza per una parola definitiva sulla data d’origine, sfruttando la misura del carbonio 14.

La verità scientifica sulla sindone

La tecnica permette di datare con buona precisione reperti di materiali organici, come il telo di lino, dell’età di alcune centinaia o migliaia d’anni, e si era perfezionata abbastanza da permettere l’analisi su un minuscolo frammento del tessuto, senza praticamente danneggiare il telo. L’esame è statp affidato a tre fra i centri mondiali più esperti nel campo, l’Università di Oxford, l’Università dell’Arizona a Tucson e il Politecnico federale di Zurigo, ciascuno dei quali ha esaminato indipendentemente minuscoli campioni del tessuto.

Dando essenzialmente la stessa risposta, pubblicata nel 1989 su Nature: la sindone risale a una data compresa fra il 1260 e il 1390. Questi risultati offrono la prova conclusiva che il lino della Sindone è medievale. Considerando che la datazione scientifica coincide con le notizie storiche, il caso di norma sarebbe stato chiuso.