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Cosa sapere sul cloruro di magnesio

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Sotto forma di cristalli o in polvere o in qualsiasi altra forma, Il cloruro di magnesio è un integratore alimentare facilmente reperibile sul mercato poichè è molto utilizzato per la cura degli stati carenziali di magnesio, particolarmente dannosi per l’intero organismo che può subirne svariati danni a carico di vari organi ed apparati il sistema cardio vascolare è tra quelli più colpiti da una importante carenza di magnesio.

La carenza di magnesio

Questa condizione infatti può provocare aritmia cardiaca e ipertensione. ma il discorso non si esaurisce qui poiché diverse altre problematiche dovute a una carenza di magnesio possono presentarsi anche a carico nel sistema nervoso o dell’apparato muscolo.scheletrico. La stessa sindrome mestruale, che colpisce moltissime donne in forme da moderate a invalidanti, può essere causata da carenza di magnesio. non è un caso dunque che integratori a base di cloruro di magnesio siano così facilmente reperibili. proprio per l’ampia scelta che ci troviamo di fronte però, è bene affidarsi al prodotto che più si adatta alle nostre esigenze, al nostro stato di salute e ai consigli del nostro medico curante.

Un abuso di cloruro di magnesio, in soggetti non carenti, può provocare danni. una volta che sia stata riscontrata attraverso la valutazione di sintomi specifici e il riscontro di apposite analisi prescritte dal medico curante, su sua indicazione si può procedere all’assuzione di benefici cloruro di magnesio e ripristinare l’equilibrio perduto. sintomi caratteristici di una importante carenza di magnesio sono la confusione mentale, i crampi addominali, i tremori, aritmia cardiaca e ipertensione, tutte condizioni che mettono a dura prova il nostro corpo e dunque assolutamente da non sottovalutare.

Caratteristiche e funzionalità del clorulo di magnesio

L’assunzione di magnesio tramite integratori a base di cloruro di magnesio, aiuta a rinforzare il sistema immunitario e dunque a prevenire e combattere infezioni ed infiammazioni, ha un potere regolatore nei processi digestivi e combatte la stitichezza. è un tonico ed ha proprietà antidepressive. Non è tossico e può essere assunto da chiunque ne abbia bisogno ma sotto il controllo medico. Un eccesso di magnesio infatti può essere nocivo come una sua carenza. è sempre bene informarsi prima di utilizzare integratori alimentari e valutare il rapporto rischio-beneficio che deriva dalla loro assunzione.

Le carenze lievi infatti possono essere compensate attraverso la semplice alimentazione. alimenti come le verdure possono essere di grande aiuto negli stati carenziali di magnesio, così come le arachidi, preziose fonti di proteine, o i cereali integrali. Nei casi di gravi carenze di magnesio, in cui il solo uso di accorgimenti alimentari ed integratori non basta

Un telescopio per guardare lontano

telescopio per guardare lontano

Questo strumento ottico, attraverso l’uso di specifiche lenti, indirizza la luce proveniente da lontano verso l’interno del telescopio che fa si che sia possibile osservare un’immagine ingrandita di ciò che il telescopio mette a fuoco. I modelli di telescopi ottici possono essere rifrattori e riflettori; i primi ingrandiscono l’immagine grazie alle lenti, i secondi attraverso curvature di specchi.

Le lenti e gli specchi di un telescopio

Mentre l’utilizzo sia di lenti che di specchi caratterizza i telescopi catadiottrici. Ciò che bisogna tenere in conto quando si prendono in esame le caratteristiche dei telescopi è in prima analisi il diametro e la lunghezza focale. il Diametro influenza la quantità di luce che entra nel telescopio, maggiore luce consente una migliore qualità offrendo la possibilità di ingrandimenti maggiori, tuttavia all’aumentare del diametro aumenta anche la turbolenza atmosferica che in determinate condizione riduce la finezza dell’immagine.

La lunghezza focale fa si che l’immagine possa essere ingrandita maggiormente tuttavia all’aumentare della lunghezza focale si riduce la nitidezza dell’immagine. La montatura del telescopio invece sarà equatoriale oppure altazimutale, la montatura equatoriale richiede che vi sia un allineamento con il polo nord mentre l’altazimutale non richiede alcun allineamento.

Misure e modelli differenti

non comporta certo una spesa insignificante la scelta di acquistare un telescopio astronomico, ma il principale elemento che dovrà prendere in considerazione chi voglia cimentarsi nell’osservazione del cielo, al di là della quantità d denaro che è disposto a spendere per il suo apparecchio, è la potenza unitamente alla trasportabilità. un telescopio astronomico che sia dotato di un obbiettivo da 40 o 60 cm sicuramente offrirà a chiunque lo utilizzi delle immagini senz’altro spettacolari, ma quanto sarà possibile trasportarlo in punti d’avvistamento particolarmente interessanti quando questi si trovino in zone impervie e raggiungibili soltanto a piedi?

Certo un obbiettivo da sette o otto centimetri non garantirà la medesima spettacolarità delle immagini di un obbiettivo più luminoso, poiché le stelle ci appariranno più lontane e più piccole, e tuttavia potrà essere agevolmente trasportato in un qualsivoglia punto di avvistamento anche non raggiungibile con mezzi di trasporto senza grossi sforzi. È dall’utilizzo che intendiamo farne che dobbiamo farci guidare nella scelta del nostro telescopio e dunque se il nostro intento è quello di deliziarci con uno spettacolo suggestivo e unico come la visione dei corpi celesti più lontani allora sceglieremo un telescopio dalle ottiche più luminose e capace di un maggiore ingrandimento. Sappiamo però che avrà un costo notevolmente più alto di un modello base meno potente e dalle ottiche meno luminose.

Perchè ci illudiamo?

perche illudersi

La scienza distingue due grandi categorie di illusioni ottiche: fisiologiche e cognitive. L’aspetto cognitivo è importante almeno quanto quello fisiologico perchè vedere significa giungere a un’informazione complessa passando per tre fasi: l’elaborazione di segnali, il problem solving necessario per la loro interpretazione e la valutazione della probabilità che tutto questo percorso sa stato corretto. In altre parole, le immagini mentali sono ipotesi sul mondo mediate dalla luce.

La classificazione delle illusioni

Gregory ha classificato sei principali tipi di illusioni: cecità, quando abbiamo una visione selettiva senza esserne consapevoli; ambiguità, se è difficile scegliere tra diverse interpretazioni; instabilità, se si oscilla tra un’interpretazone e l’altra; distorsioni, quando l’immagine visiva non corrisponde alla realtà sperimentale e misurabile; finzione, quando il mondo degli oggetti si distacca completamente dal mondo percepito, come spesso accade nelle opere d’arte; paradosso, quando la percezione ci appare talmente improbabile, pur essendo magari corretta.

Ognuna di queste categorie, può avere radici in aspetti fisiologici o cognitici o in entrambi. La cecità fisiologica dipende dalla non funzionalità degli occhi ne formare immagini o da difetti nella parte neurologica incaricata di trasmetterle e interpretarle. Se la cecità fisiologica guarisce, ci si imbatte in quella cognitiva. La cecità mentale, detta agnosia, ha le sue specificità.

Le illusioni famose

Per esempio, la prosopagnosia è la perdita della capacità di riconoscere i volti. Questa facoltà nell’uomo è così fondamentale da farci ravvisare lo schema del volto ovunque. Bastano due cerchietti con sotto un trattino per vederci occhi e bocca. Le emoticon usate su internet dimostrano quante sfumature affettive possiamo cogliere in schemi semplicissimi. Meravigliosa è la capacità di riconoscimento anche sulla base di informazioni visive indistinte.

In una immagine confusa, a seconda della distanza e quindi del potere di risoluzione dei nostri occhi, riconosciamo Einstein o Marilyn Monroe. C’è poi la cecità al cambiamento: le riviste di enigmistica ne approfittano chiedendoci di individuare le differenze tra due immagini che al primo sguardo sembrano uguali. Tutti, poi, abbiamo una cecità relativa al numero: davanti a un insieme di oggetti qualsiasi (chiodi, fragole. Monete) fino a 7 riusciamo a darne una quantificazione precisa, oltre il 9, e per alcuni già altre il 5, è impossibile.

Una particolare forma di cecità riguarda il movimento: si chiama acnetopsia, chi ne soffre non riesce ad afferrare gli spostamenti di cose e persone, vede il mondo congelato in un fermo- immagine. L’ambiguita confusa o instabile è un’illusione che chiama in causa aspetti cognitivi. Ne sono esempi famosi l’anatra-coniglio di Kastrow, la donna giovane/vecchia di Boring, la prospettiva multistabile del cubo di Necker, scoperta nel 1932 dal geografo e cristallografo svizzero Louis Alber Necher mentre disegnava cristalli romboidali.

Exodus: il miracolo del vento?

exodus miracolo del vento

I miracoli biblici sono strenui difensori di Hollywood. Come dimenticare la risurrezione in La passione di Cristo, il cespuglio che arde ne i dieci comandamenti o la barba di Russell Crowe In Noah?

Un film che mette in crisi un dogma

Stavolta, prendete il salvagente: parliamo della separazione del Mar Rosso nel film epico di Ridley Scott Exdus: dei e re. Secondo la Bibbia, le acque del Mar Rosso furono divise da un forte vento orientale che soffiò tutta la notte, aprendo un passaggio sicuro per gli Ebrei che scappavano dagli Egizi. Ma potrebbe davvero essere accaduto? Nel posto giusto, con le condizioni giuste, penso sia possibile. Un ricercatore dell’Università del Colorado ha creato un modello al computer dello scenario. E’ tutta questione di location. Alcuni pensano che la traversata sia avvenuta nel Golfo di Suez, ma l’acqua là è troppo profonda, e il vento avrebbe soffiato da nord.

Drews, un fisico dell’atmosfera, predilige quindi un punto nel delta del Nilo orientale, dove un antico ramo del fiume scorreva in una laguna costiera coperta di canneti, noto oggi come lago Manzala. ‘Mar Rosso’ in inglese si dice Reed sea, e Drews pensa che possa essere una traduzione errata di ‘mare di canna’. Tremila anni fa, una penisola sotterranea avrebbe creato un’area di acqua bassa, circondata da acque più profonde. Secondo il modello di Drews, se un vento orientale avesse soffiato per 12 ore alla velocità di 100 km/h avrebbe letteralmente spazzato via l’acqua, lasciando scoperta la piana paludosa al di sotto. Il ponte terrestre, che sarebbe stato lungo circa 4 km e largo 5, avrebbe resistito per circa 4 ore.

La divisione delle acque in 3D

Decine di migliaia di persone potrebbero averlo attraversato. Drews, che a Boulder ha provato a camminare controvento con raffiche della stessa intensità, pensa che li viaggio sarebbe stato da duro. Ma con gli Egizi alle calcagna, di certo gli Ebrei erano molto motivati. Poi, cessato il vento, l’acqua sarebbe tornata quasi istantaneamente. Ci sarebbe stato un muro d’acqua vorticosa e e spumeggiante da entrambi i lati, spiega Drews. Gli sfortunati Egizi non avrebbero avuto speranze.

Incredibile, ma il mare di canna potrebbe essersi diviso più volte. Il generale maggiore Alexander B Tulloc dell’esercito britannico documentò un evento simile accaduto nel 1882. Si trovava al lago Manzala quando si levo un forte vento da est, che soffiò tutta la notte. Quando l’ufficiale si svegliò, il lago era scomparso del tutto. Il fenomeno è stato descritto anche altrove.